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Stemma

Stemma del nuovo Comune di Bioggio

In seguito alla fusione di Bosco Luganese e di Cimo con Bioggio nel 2005 si è deciso di adottare un nuovo stemma comunale. Esso collega molto bene i vari elementi presenti negli stemmi dei tre ex comuni.

 

Lo stemma comunale è ripartito verticalmente con sfondo rosso a sinistra e azzurro a destra (come per lo stemma del Canton Ticino). E’ attraversato nella parte inferiore da una fascia ondulata bianca (argento) che rappresenta il fiume Vedeggio: sulla stessa è sovrapposto un giglio bianco (argento) fasciato in giallo (oro). Nel campo rosso figura una spada in giallo (oro) posizionata verticalmente al centro. Nel campo azzurro un albero con nove foglie in giallo (oro).

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Stemma dell'ex Comune di Bioggio

Nello stemma del ex Comune di Bioggio si è voluto ricordare la famiglia degli Avogadri (con tre gigli). Realmente nello stemma completo di detta famiglia sarebbero quattro gigli con tre pesci. La famiglia degli Avogadri è un casato illustre di Como noto sin dal 1110; diede alla Diocesi di Como tre Vescovi:

  • Giovanni IV Vescovo nell'anno 1167 e ricordato come Venerabile, fu il cinquantesimo nella serie dei Vescovi di Como;
  • Leone Il, 55.mo Vescovo, della Casa degli Avogadri comasca, già Arcidiacono della Cattedrale, eletto dal Capitolo, amministrò la Chiesa per due anni. Grave d'anni rinunciò alla mitra;
  • Andrea degli Avogadri, 63.mo Vescovo, già Canonico della Cattedrale, attese alla creazione di luoghi pii, e specialmente edificò la Chiesa Collegiata di Santa Maria in Lucino e vi istituì un Collegio di Canonici con il diritto di presentare riservato alla sua famiglia. Finì di vivere l'anno 1364 e fu sepolto col suddetto Giovanni IV della stessa sua famiglia.

Un ramo della famiglia del Vescovo Andrea prese stanza a Bioggio nel corso del XIV secolo ed ebbe una diramazione ad Arosio. Domenica fu Pietro Cremona da Arosio sposò Serafino de Advocatis di Arosio, fu Antonio, di Bioggio, il cui figliO Canonico,
Don Michele, dispose perchè nel Comune di Arosio si distribuisse, ogni anno, nel giorno dei morti, per uno scudo e mezzo di pane, sino a 150 anni dopo la sua morte e la morte di sua madre.
Sulla casa colonica del defunto signor sindaco Moccetti in Bioggio, già casa degli Avogadri, vi è un ex-voto rappresentante Sant' Antonio da Padova, con lo stemma e la scritta "Stefanus Avogadri Hoc opus Fecit Die II I Martii" MDCLXXIII così pure uno stemma della famiglia Avogadri esisteva sulla facciata della casa del signor Piero Monti.
Gli Avogadri scompaiono da Bioggio con Bernardino Avogadri fu Pietro Antonio di Bioggio, morto all'età di 60 anni il giòrno 2 febbraio 1802. La famiglia Avogadri diede parecchi Sacerdoti con il titolo di Canonici di Santa Maria di Lucino Pieve di Fino (Como).

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Stemma dell'ex Comune di Bosco Luganese

Il gonfalone di Bosco Luganese, secondo l'Armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone Cambin, è «d'azzurro, alla fontana a due bacinelle zampillanti d'argento, accostata da una frasca e da un capro saliente, in capo una stella, il tutto d 'oro; in punta una campagna palata d 'argento e di rosso di otto pezzi». Sono gli elementi ripresi dagli stemmi delle cinque più antiche famiglie del Comune: Boffa, Fontana, Fraschina, Pianca e Rusca.

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Stemma dell'ex Comune di Cimo

L'arma, come si legge nell'Armoriale dei Comuni ticinesi è "di rosso, al gihlio d'argento, sostenuto da una spada del medesimo, guarnita d'oro e posta in fascia".

Sono gli attributi dei santi Michele e Giuseppe, protettori dell'antica cappella, già nota nel 1599. Era usanza che le assemblee patriziali venissero tenute sul piazzale davanti alla cappella e, in caso di cattivo tempo, nell'oratorio della stessa. Si volle così ricordare nello stemma quest'insolita sede.

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Stemma dell'ex Comune di Iseo

Informazioni riprese integralmente dall'armoriale dei Comuni ticinesi:
Comune del Distretto di Lugano. Nel XV s., Ixeo ; XVI s., Ise. La prima convocazione dei Vicini ad essere nota è del 1 gennaio 1609. A: d'argento, alla fascia. di TOSSO, carica di una faina d'oro. Allude al nomignolo « faghin » (faine) dato alla popolazione, ritenuta vivace e nottambula. ARCO: Rog. Rusca, Cassina d'Agno e Insermini Pietro di Giovanni.

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