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30 Novembre 2018, 18:30
06 Gennaio 2019, 00:00
Bioggio, Casa comunale

Nell’ambito della programmazione culturale promossa dal Comune di Bioggio sarà inaugurata

 

venerdì 30 novembre 2018 alle 18:30

 

l'esposizione delle opere di Katrin Zuzáková

 

dal  30 novembre 2018 al 6 gennaio 2019.



ORARI -  Lunedì 16-19; martedì, mercoledì e venerdì 9.45-11.45; giovedì 11-14.

 

Le esposizioni sono come sempre sostenute da Banca Raiffeisen Malcantonese, AIL SA e Tenuta Bally & Von Teufenstein Vezia.

Prima che già tutto sia, già è…

Graziano Martignoni

 

 

 

Prima che già tutto sia,  già è, …questo il segno che il gesto pittorico e scultoreo di Katrin Zuzáková suscita e svela, cercando ciò che appartiene all`origine e all`originario. Dalla notte primigenia del mondo, dal tempo senza ancora tempo e senza storia giungono creature umane e non ancora umane che, barcollando e balbettando, cercano uno sguardo, capace di farli finalmente nascere e forse vivere.Vi è come una tensione tragica dietro l`apparente e magicamente giocoso gesto, che suscita segni e attese umane non ancora compiute. L`origine ricercata,  l`arché del pensiero antico, come scrive Hannah Arendt, inizia incessantemente senza veramente iniziare. Il lavoro creativo di Katrin Zuzáková appare qui come un vero e proprio opus generandi . Ma grande è il pericolo. Tutto può finire un attimo prima che tutto inizi, tutta l`umanità, che attende come una farfalla di aprirsi, può  poi perdersi, disperdersi in un universo, che non offre senso e direzione alla vita, abbandonando quelle errabonde creature  al destino dell`infinito “Non ancora”. I gesti pittorico-scultorei dell`artista appaiono intimamente legati tra loro, come se l`artista dovesse cogliere momenti diversi di una incerta e pericolosa messa al mondo, come se i segni sulla carta e sulla tela fossero reperti rupestri di un tempo, che stava prima del tempo e le figure lignee fossero creature ancora della notte, appena sfuggite dal sottosuolo per cercare forma, direzione e misura umana. Non siamo con le opere della Zuzáková nella rievocazione del passato, nel tempo della storia, ma prima, molto prima. Siamo di  fronte  al tragico dell`arcaico, nello spazio dell “Ur”, dove si deve ancora decidere se la vita possa essere. Siamo , vedendo quelle creature sparse nella natura  e qui imprigionate in una stanza, dinnanzi al rischio che loro non trovino lo sguardo dell`Altro, attraverso cui dire chi si è e nello stesso tempo dinnanzi all`attesa trepidante che questo accada. Uno sguardo a volte persino giocoso per scongiurare l`ombra. Il tema nascosto di questo gesto creativo è dunque quello del venire al mondo sempre messo in questione. Ma chi incontrare  all`uscita da un tempo senza tempo, da quel “laggiù” oltre la linea d`ombra, dove tutto sta per prepararsi al grande viaggio? I disegni, che ricordano quelli trovati nelle grotte, sono mappe di quello che si è lasciato, del mondo  che ci ha preceduto, popolazioni di animali , di uomini non ancora formati , di regine incoronate, che sembrano evocare mondi ancora più remoti, ma anche di misteriosi  involucri pronti a dischiudersi. Mondi d`oscure e misteriose presenze, remoti in una lontananza, che può suscitare tremore, ecco tutto ciò che  l`artista prova a narrare e far nascere, come fosse un` “ostetrica della vita”, sconfiggendo l`informe materia lignea. Ma prima viene il disegno, “bozzetti nati per caso, senza riflettere, senza concetto”, come Katrin Zuzáková stessa dice in un`intervista del 2010. Un autentico momento generativo . Solo nel racconto vi è sopravvivenza per ciò che ci sta dinnanzi, terribilmente dinnanzi. Una sopravvivenza che è qui ricerca di forme figurali nel grembo maternale della natura. Una sopravvivenza sempre incerta per quelle figure errabonde, come ci ricorda  Thomas Bernhard nel suo "Perturbamento", quando scrive "se apri gli occhi vedrai che mancano solo pochi millesimi di secondo perché tutta la storia finisca nella tenebra più assoluta ". Dal disegno sognato e sognante, che evoca i fantasmi dell`arcaico, alle figure di legno strappate con gesto forte dal materiale grezzo, vi è il segno di una battaglia. Una battaglia per proteggere la vita nascente, comunque vadano le cose del mondo, a cui spesso assistiamo  impotenti, proteggere la "poca vita che esiste" a chi ha abitato l`Altrove della estrema lontananza e nello stesso tempo a chi sta già di fronte all` avvicinarsi all`Oltreità, che la morte ineludibilmente inaugura. Si può nascere dall`alto, come se fosse il cielo a portare la vita nel soffio dell`Angelo o dal basso, dai mondi della terra a contatto con le loro forze ctoniche. E` contro queste oscure forze, accampate sulla soglia della vita, che Katrin Zuzáková sembra combattere. Nel respiro del giorno le sue cretaure lignee, testimoni di misteriosi universi, possono così divenire dia-logo, parti del nostro mondo, di un mondo, che, non più impaurito, si è fatto ospitale . Ospitale in un  rigenerato "respiro", come nei versi di uno dei  "Sonetti a Orfeo" ("Atmen") di Reiner Maria Rilke, in cui scrive,

 

“Respiro, tu invisibile poesia!/ Continuo intorno al proprio/ essere puro scambio d`universo  spazio.Contrappeso,/ in cui ritmicamente avvengo”.

 

Nell`incontro dialogante con le creature disegnate e scolpite da Katrin Zuzáková, giunte dalle tenebre primigenie del mondo, troviamo a volte anche un frammento  di noi stessi, che ora, consegnato al sogno e alla magia dell`invisibile-visibile, riprende a vivere con noi…

 

Comano, 1 novembre 2018 

 

 

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Zuzáková